Twitch ed Esports: la nuova era dell'intrattenimento

Twitch ed Esports: la nuova era dell'intrattenimento

Nell'arco del decennio appena concluso, il mondo dell'esport ha vissuto una crescita esponenziale dal punto di vista del giro di affari: sempre più brand, endemici e non, hanno iniziato ad investire come sponsor di team o di campionati. L'aumento di valore in questo mercato in via di espansione, però, non ci sarebbe mai stato se gli stessi eSports non avessero accumulato, soprattutto grazie al contributo dato da piattaforme di condivisione di contenuti come Twitch.tv, un così alto livello di gradimento, particolarmente tra i giovani.

Nata dalle ceneri della primordiale Justin.tv nel giugno del 2011, Twitch crebbe in maniera costante fin dagli albori, raggiungendo già nel 2013 la soglia di 45 milioni di utenti unici al mese, rendendo il sito già nel 2014 la quarta fonte più elevata di traffico internet negli Stati Uniti. Fu così che, proprio nell'estate dello stesso anno, Amazon acquisì Twitch per una somma molto vicina al miliardo di dollari, permettendo così l'introduzione di tutte quelle sinergie tuttora disponibili tra la piattaforma di live streaming e il colosso della distribuzione, come ad esempio la possibilità di supportare gratuitamente un creatore di contenuti a scelta dell'utente, potendo usufruire di un bonus esclusivo per i clienti Prime.

Tutto questo ha portato Twitch sulla vetta assoluta della classifica delle migliori piattaforme di live streaming: nel primo trimestre del 2019, gli utenti hanno guardato circa 2,7 miliardi di ore di contenuti, più del quadruplo di quanto, nello stesso periodo, ha totalizzato YouTube live, che rimane ancora oggi la principale concorrente. In ogni momento della giornata, vi è sempre un minimo di un milione di persone connesse nella piattaforma, per un totale di circa 15 milioni di utenti unici connessi ogni giorno. La maggior parte di questi con ogni probabilità appartiene ai millennials o alla cosiddetta "generazione Z", perciò si può affermare che per molti di questi giovani l'interesse verso Twitch e i propri content creators preferiti sia più elevato rispetto ad un qualsiasi programma TV. Perciò gli inserzionisti hanno ormai capito che puntare sui Twitch Creators può essere la via più facile per raggiungere un numero elevato di giovani.

Ma chi sono i creatori di contenuti? In principio erano quasi esclusivamente gamers, che si ritrovavano a trasmettere le loro partite a giochi online come League of Legends, Dota 2, Counterstrike: Global Offensive. Nel corso degli anni Twitch ha saputo accogliere nuovi titoli in tendenza come Fortnite, Apex Legends e, ultimo in ordine cronologico, anche Valorant, la cui casistica è peculiare: dovendo ancora rilasciare la versione definitiva, Riot Games ha permesso ai maggiori influencer di Twitch di testare in anteprima il gioco (in live streaming ovviamente). In più, per attrarre ulteriormente pubblico, sono stati attivati i Twitch Drops: se si è utenti Twitch Prime e si ha un account Riot collegato, c'è la possibilità per il viewer, guardando dirette a tema Valorant, di ricevere una chiave di accesso per la beta del videogame. 

Risultato? Nessun gioco prima d'ora aveva raggiunto il podio nei videogames più visti di Twitch, senza nemmeno essere stato ufficialmente rilasciato. Questo è il grande potere a disposizione di Twitch.tv al giorno d'oggi: la facoltà, attraverso il lavoro dei numerosissimi e variegati creatori di contenuti, di creare un'esigenza nel pubblico che prima non esisteva.

I creators con più seguito guadagnano di che vivere semplicemente giocando, all'apparenza. In realtà è un po' più complicato: su Twitch vengono privilegiati gli streamer con maggiore affluenza di pubblico, che perciò appaiono in primo piano rispetto agli "emergenti". Si dice, quindi, che la sfida più difficile è arrivare da 0 a 100 viewers concurrent, piuttosto che da 100 a 1000. Per questo motivo gli streamers hanno bene in mente il fatto che per emergere non basta essere bravi a giocare ad un qualsiasi videogame, ma bisogna imparare anche e soprattutto a creare una propria community. Soprattutto perché i creators più famosi guadagnano direttamente tramite brand che puntano direttamente su di loro e sullo show che propongono, e avere un pubblico affezionato quindi li rende più appetibili agli occhi degli investitori.

L'esempio più evidente è quello di Ninja, nome d'arte di Tyler Belvins, lo streamer che, trasmettendo le sue partite a Fortnite su Twitch, è diventato uno dei maggiori influencer del settore al mondo, con più di 14 milioni di followers sul suo canale. Tutto questo finché, ad agosto 2019, lo stesso Ninja annuncia il suo trasferimento da Twitch a Mixer, la piattaforma di live streaming di Microsoft, la quale evidentemente aveva valutato di non potersi lasciare sfuggire un intrattenitore così popolare e apprezzato, nemmeno dovendo spendere ben 30 milioni di dollari per assicurarsi i servigi di Belvins.

In conclusione, Twitch.tv ad oggi è la piattaforma di condivisione di contenuti più inclusiva e coinvolgente, offendo la possibilità di chattare in tempo reale con i content creator e gli altri viewers. Con i recenti sviluppi della pandemia dovuta al COVID-19, tra l'altro, Twitch ha ulteriormente elevato i propri numeri già di livello assoluto, e visti i cambiamenti che ne conseguiranno al nostro stile di vita, non è detto che la sua crescita sia destinata ad appiattirsi così presto.

Detto tutto questo, se sei interessato a capire come la tua azienda potrebbe utilizzare Twitch per catturare l'attenzione delle nuove generazione, non esitare a scriverci. Sicuramente possiamo darti una mano :-)